Ricette italiane: Pesto!

Scritto da Istituto Galilei on settembre 1st, 2010

Il pesto è famoso in tutto il mondo per il suo sapore. Ma non tutti sanno che è un condimento molto semplice da preparare. Potrete decidere di prepararlo come dice la tradizione, con il mortaio, o se avete poco tempo potrete semplicemente frullare tutto con il mixer! Ecco a voi la ricetta :)

INGREDIENTI

  • 50 g di foglie di basilico (2 mazzetti circa)
  • 1 piccolo spicchio d’aglio, meglio se fresco
  • 1 pizzico di sale grosso
  • 1 cucchiaio colmo di pinoli
  • 15 g di Pecorino tipo Fiore Sardo
  • 15 g di Parmigiano Reggiano
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE

1. Preparazione degli ingredienti

Lavare le foglie di basilico in acqua fredda e porle ad asciugare su uno strofinaccio. Pulirle rimuovendo il gambo e la nervatura centrale. Spellare l’aglio e grattugiare il Pecorino ed il Parmigiano.
2. Preparazione tradizionale con il mortaio
Mettere nel mortaio le foglie di basilico, l’aglio, il sale grosso ed i pinoli. Cominciare a pestare ruotando il pestello in modo da stracciare le foglioline rompendole contro i bordi del mortaio. Quando il basilico si sarà frantumato in piccole scaglie, aggiungere i formaggi e ricominciare a pestare fino ad ottenere un impasto omogeneo. A questo punto aggiungere l’olio di oliva e lavorare ancora l’impasto fino ad ottenere una crema densa.
3. Preparazione con il frullatore
Mettere nel mixer tutti gli ingredienti insieme e frullare lentamente, in modo da non surriscaldare il pesto.
Una ricetta tipicamente italiana semplice e gustosa! Imparatene molte altre con i nostri corsi di cucina italiana, tenuti da chef professionisti!

Simboli d’arte a Firenze: il Marzocco

Scritto da Istituto Galilei on agosto 25th, 2010

Visitando Firenze, avrete certamente notato dei leoni che proteggono il giglio fiorentino – potete vederne alcuni in piazza Santa Croce. Questi animali araldici sono chiamati Marzocchi e  il più celebre è quello creato da Donatello che si trovava in piazza della Signoria, in seguito spostato al Museo del Bargello.

Il nome, piuttosto singolare, proviene probabilmente dalla parola Marte, la cui statua di epoca Romana è stata simbolo di Firenze per molto tempo. Il leone, come potete vedere, siede pacato e fiero; con una zampa sostiene lo stemma fiorentino. Il Marzocco aveva un potere così forte sull’immaginario comune che i soldati fiorentini venivano chiamati marzoccheschi – ovvero figli del Marzocco.

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Piatti italiani: Cannoli siciliani

Scritto da Istituto Galilei on luglio 20th, 2010

I cannoli siciliani sono uno dei dessert più conosciuti della pasticceria siciliana. Il loro nome deriva dal fatto che inizialmente, la pasta fritta esterna, veniva avvolta intorno alla canna di fiume e fritta. E’ un dolce molto popolare anche in America, perché lì vivono molti siciliani.

I cannoli si compongono appunto di una pasta esterna fritta, ripiena di una crema dolce di ricotta di pecora (setacciata e zuccherata) e gocce di cioccolato o frutta candita. Spesso vengono decorati con granella di pistacchio e con altre golosità che variano a seconda della pasticceria. Sono prodotti in varie misure, da quelli molto piccoli a quelli grandissimi che possiamo trovare nelle vere pasticcerie siciliane.

Furono ideati nell’area di Palermo, per il periodo di carnevale (simboleggiavano la fertilità); ma col passare degli anni, sono diventati un dolce reperibile tutto l’anno, e sono perfetti in estate per via della loro crema fresca!

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Pittori italiani: Alberto Burri

Scritto da Istituto Galilei on giugno 15th, 2010

L’arte può essere fatta con qualsiasi cosa; è una verità che abbiamo imparato dai grandi artisti e dai pittori del ventesimo secolo, che potevano dare vita ai materiali e agli oggetti più strani, rendendoli arte.

Alberto Burri è stato un pittore italiano, sebbene non usasse un pennello per creare i suoi capolavori. La sua arte è fortemente collegata al matrialismo, ed è creata dal fuoco.

Iniziò a “dipingere” mentre era prigioniero in un campo criminali durante la seconda guerra mondiale, usando i pochi materiali che poteva trovare in un posto del genere. Il suo stile si è portato verso l’astrattismo, ed ha sempre coinvolto materiali normalmente non considerati per l’arte, facendo collage, bruciando e scalfendo le tele, creando delle cicatrici, portando quindi l’opera ad avere tre dimensioni. I colori accecanti dei suoi lavori, dominati dalle ferite del fuoco, danno allo spettatore un sentimento molto forte e drammatico.

Burri ha lasciato un impressionante esempio di land art, ricoprendo interamente l’area di una città distrutta dal terremoto (Gibellina) con cemento armato, chiamando l’opera Il Grande Cretto.

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Modi di dire italiani: Non c’è trippa per gatti…!

Scritto da Istituto Galilei on giugno 7th, 2010

I gatti sembrano essere molto importanti nelle espressioni colloquiali italiane. Probabilmente perché sono sempre stati parte della vita degli abitanti dei numerosi paesini che caratterizzano l’Italia.

L’espressione scritta sul titolo è usata per dire che non c’è speranza che qualcuno ottenga quello che vuole! Il suo significato è sicuramente dovuto al fatto che i gatti vorrebbero tanto mangiare la trippa, ma gli uomini non hanno nessuna intenzione di condividerla con loro!

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Ricette italiane: Spaghetti alla siciliana!

Scritto da Istituto Galilei on giugno 1st, 2010

Finalmente estate: mare blu e cielo blu! Ecco a voi un piatto fresco e saporito a base di acciughe, che sarà perfetto per le vostre cene estive.

Facile da preparare e con un gusto assolutamente unico. Provate a cucinare questi spaghetti…e buon appetito!

Ingredienti

  • 1 confezione di spaghetti
  • 4 cucchiai d’olio  extra vergine d’oliva
  • 3 spicchi d’aglio schiacciati
  • 1 confezione di acciughe, sminuzzate
  • 1 tazza di briciole di pane
  • 1 manciata di prezzemolo fresco tritato
  • pepe nero a piacere
  • 4 cucchiai di parmigiano fresco grattugiato

Istruzioni

  1. Riempire una grande pentola di acqua leggermente salata e portare ad ebollizione, Aggiungere la pasta e cuocere per 8-10 minuti, o finché non sarà al dente; scolare.
  2. Nel frattempo, in una padella media, scaldare l’olio d’oliva a fuoco medio ed aggiungere l’aglio e le acciughe. Cuocere per circa 2 minuti mescolando costantemente.
  3. Aggiungere le briciole di pane e spegnere il fuoco. Aggiungere il prezzemolo e il pepe, mescolare.
  4. Mescolare il sugo di acciughe con la pasta calda e il formaggio grattugiato; servire.

(Fonte: Allrecipes)

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Pittori italiani: Amedeo Modigliani

Scritto da Istituto Galilei on maggio 24th, 2010

Con i suoi ritratti – talvolta definiti “aristocratici” per via della loro eleganza e raffinatezza – Modigliani è considerato uno degli artisti più importanti del XX secolo. Ma come per molti altri artisti del suo stesso periodo, la su vita fu tutt’altro che facile.

Amedeo Modigliani (o Modì, come molti lo conoscono) nasce a Livorno, in Toscana. La sua infazia e prima giovinezza sono caratterizzate da una difficile situazione finanziaria, problemi familiari e di salute. Studia inizialmente a Firenze e Venezia, dove inizia a fare uso di droghe e inizia una vita dissoluta, che continua a Parigi. Le droghe e l’alcool lo seguiranno fino alla morte.

I suoi lavori sono facilmente riconoscibili per le loro forme allungate e per i visi simili a maschere. Era conosciuto per la sua velocità nel dipingere (riusciva a completare un ritratto in due sedute); coloro che venivano da lui ritratti usavano dire che Modigliani aveva “spogliato la loro anima”. Il suo stile è molto influenzato da artisti come Cézanne e Henri de Toulouse-Lautrèc, ma non appartiene a nessuna corrente artistica. I suoi ritratti danno allo spettatore un sentimento forte, quasi di ipnosi per gli occhi vuoti e le linee lunghe.

Le opere di Modigliani possono essere trovate in molte importanti gallerie di arte moderna.

I nostri corsi di disegno & pittura vi incoraggiano a trovare il vostro personale stile espressivo. Visitate la pagina – corsi di pittura a Firenze

Storia dell’arte a Firenze: la chiesa di Santa Trinita

Scritto da Istituto Galilei on maggio 18th, 2010

Questa meravigliosa chiesa, che si trova al centro di Firenze, è considerata uno degli elementi più importanti dell’evoluzione artistica Fiorentina dal momento che fu completata da vari artisti in un periodo di tempo molto lungo. Costruita sopra una prima piccola chiesa chiamata Santa Maria dello Spasmo (della quale possiamo ancora vedere la cripta), Santa Trinita fu iniziata in stile gotico ed era il primo esempio di chiesa gotica a Firenze (subito seguita da Santa Maria Novella).

La chiesa venne gradualmente ingrandita e arricchita, finché nel 1300 divenne un’abbazia. Nel 1500 al Buontalenti fu richiesto di modificare il presbiterio e di ricostruire il convento.  E’ l’autore della facciata manierista, e creò l’altare monumentale che fu rimosso nel 1800. Il chiostro fu invece commissionato ad Alfonso Parigi il Vecchio ed alcune parti vennero aggiunte nei secoli seguenti.

Santa Trinita è la chiesa madre dell’ordine dei monaci Vallombrosani, fondato nel 1092 da un nobile Fiorentino.

La chiesa conta numerose cappelle dove potrete trovare molti capolavori; vi piacerebbe saperne di più? Allora visitate Santa Trinita con uno dei nostri insegnanti esperti dei corsi storia dell’arte!

Modi di dire italiani: Amore a prima vista!

Scritto da Istituto Galilei on maggio 14th, 2010

E’ una cosa molto bella che succede spesso in primavera: a quanti di voi è capitato di vedere una bella ragazza o un bel ragazzo, e di provare l’amore “a prima vista”? Quando i vostri occhi si spalancano e il vostro cuore inizia a battere forte…

Ma succede anche alle ragazze quando fanno shopping…e vedono un bel vestito o un paio di scarpe e si innamorano letteralmente!

Scegliete uno dei nostri corsi d’italiano personalizzati e scoprite tutte le espressioni italiane…ce ne sono moltissime!

Italian recipes: Crostata with apricots

Scritto da Istituto Galilei on maggio 12th, 2010

The beautiful season is wellcoming us with her colourful and juicy fruits! The following recipe is for a delicious crostata with apricots…try to bake it…and you will have a perfect snack for every spring and summer day!

Filling:

8 Medium Sized Fresh Apricots
1/2 Cup Sugar
2 to 3 Tablespoons Amaretto Liqueur
1 Cup Apricot Jam

Crust:

9 Tablespoons Unsalted Butter, Softened
1/2 Cup Granulated Sugar
1 Large Egg
1 Large Egg Yolk
1 Teaspoon Cinnamon
1 1/2 Cups All-purpose Flour
1/2 Cup Finely Ground Cornmeal
1/2 Teaspoon Salt
2 Teaspoons Baking Powder
1/2 Cup Finely Chopped Toasted Almonds

Directions:
Cut the apricots in half and remove the pit. You do not need to peel apricots as the skin is very delicate and will blend into the filling. Coarsely chop. In a heavy pan mix the chopped apricots and sugar and cook for about 5 to 7 minutes until the fruit has softened and begun to break down. Add the amaretto liqueur and apricot jam and mix well.

Mix together the butter and sugar with a hand mixer until well blended. Add the egg and egg yolk and continue to mix just until smooth. In a separate bowl, mix the flour, cornmeal, salt, walnuts, baking powder and cinnamon. Add the dry ingredients to the butter mixture and mix just until the dough comes together.

Preheat oven to 375 degrees F. Take about 3/4 of a cup of the dough mixture and set it aside. Press the remaining dough into the bottom and up the sides of a 10 inch tart pan with a removable bottom. Spoon the apple mixture into the crust and use a spoon to smooth across the bottom crust. Mix the almonds into the remaining dough, and using your fingers, break up the remaining crust mixture into small pea sized pieces and drop it across the top of the tart. Do not worry that it doesn’t cover completely as it looks more rustic this way!

Bake the tart in the preheated oven for about 25 minutes or until it is lightly browned. Remove from the oven and allow to come to room temperature before serving.

Source: http://www.italianfoodforever.com/

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